Un piccolo accenno al diritto d’autore

Il diritto d’autore riconosce un particolare diritto a chi crei un’opera originale e può essere inteso in due sensi:

  • in senso soggettivo, come l’insieme dei diritti e delle facoltà che l’ordinamento giuridico riconosce all’autore delle opere dell’ingegno aventi carattere creativo;
  • in senso oggettivo, come il complesso delle norme giuridiche che regolano l’esercizio e la durata di questi diritti e facoltà e ne assicurano la protezione.

L’articolo 2575 del codice civile stabilisce che:

“Formano oggetto del diritto d’autore le opere dell’ingegno di carattere creativo che appartengono alle scienze, alla letteratura, alla musica, alle arti figurative, all’architettura, al teatro e alla cinematografia qualunque ne sia il modo o la forma di espressione.”

L’articolo 2576 prosegue:

“Il titolo originario dell’acquisto del diritto di autore è costituito dalla creazione dell’opera, quale particolare espressione del lavoro intellettuale”.

Pertanto il diritto si acquisisce con la creazione del’opera.

Al fine della tutela è necessario un requisito: la creatività, intesa quale originalità e novità.

Per quanto concerne la titolarità del diritto, quest’ultima spetta al creatore dell’opera:

  • per le opere collettive è considerato autore chi organizza e dirige la creazione dell’opera, sono protette come opere originali indipendentemente e senza pregiudizio dei diritti d’autore sulle opere o sulle parti di opere di cui sono composte
  • per le opere di elaborazione è considerato autore l’elaboratore, nei limiti del suo lavoro
  • per le opere realizzate con il contributo indistinguibile di più persone la titolarità del diritto d’autore spetta in comune a tutti i collaboratori.

Il diritto d’autore sorge nel momento in cui l’autore crea la sua opera e la esprime in una determinata forma.

L’autore è titolare di:

  • un diritto morale, inalienabile, che si attiene alla difesa della personalità dell’autore. Questi diritti tutelano l’opera da atti che possano arrecare pregiudizio alla persona dell’autore riguardo: la paternità dell’opera, l’integrità dell’opera, l’onore e la reputazione della figura dell’autore. I diritti morali sono imprescrittibili, irrinunciabili, inalienabili e sono illimitati nel tempo (durano per sempre e possono essere fatti valere anche dagli eredi);
  • un diritto patrimoniale, rappresentato dalla possibilità di trarre vantaggi economici dall’utilizzazione dell’opera. L’autore può utilizzare l’opera o le sue singole parti con qualsiasi forma e modalità e può impedire chiunque dall’utilizzazione della stessa, in particolare per quanto concerne il godimento dei benefici economici derivanti da: pubblicazione, utilizzazione economica, riproduzione, trascrizione, esecuzione, rappresentazione, recitazione, diffusione, traduzione, rielaborazione, noleggio e prestito dell’opera. I diritti patrimoniali sono esclusivi dell’opera e l’autore può cederli ad altri ma nessuno può esercitare tali diritti se non autorizzato dall’autore.  Questi diritti hanno una durata limitata nel tempo che, normalmente, comprende la vita dell’autore e i settant’anni dopo la sua morte (mentre il diritto morale non scade). Allo scadere di questo tempo, l’opera diventa di dominio pubblico e può essere liberamente utilizzata da chiunque in ogni forma e modo.
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Pubblicato il 10 dicembre 2013, in Di tutto un po' con tag , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , . Aggiungi il permalink ai segnalibri. Lascia un commento.

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