L’azione revocatoria

L’azione revocatoria è uno dei principali strumenti dell’ordinamento giuridico italiano per la conservazione della garanzia patrimoniale, utilizzata dal curatore fallimentare. Quest’ultimo è legittimato a porre in essere tale azione, mentre la competenza è del tribunale in cui si è aperta la procedura fallimentare.

E’ disciplinata dall’articolo 2901 del codice civile, il quale recita:

“Il creditore, anche se il credito è soggetto a condizione o a termine, può domandare che siano dichiarati inefficaci nei suoi confronti gli atti di disposizione del patrimonio con i quali il debitore rechi pregiudizio alle sue ragioni…”

Il tratto distintivo è la par condicio creditorum, il principio in base al quale tutti i creditori dell’imprenditore fallito, al momento della dichiarazione di fallimento, sono soggetti alle medesime condizioni se desiderano vedere soddisfatte le proprie pretese creditorie.

Nel caso in cui il debitore insolvente abbia posto in essere, prima di dichiarare fallimento, atti di disposizione che hanno inciso sul suo patrimonio, depauperandone, tali atti possono essere colpiti e privati di effetto, attraverso l’azione revocatoria fallimentare.

L’agenzia investigativa può aiutarvi a scoprire tali atti.

Gli atti si dividono in de categorie:

  • quelli elencati dall’articolo 67, comma 1, legge fallimentare, il cui tratto comune è quello di essere atti anomali o anormali, in quanto non riconducibili alla fisiologica attività dell’impresa e senz’altro causa di pregiudizio al patrimonio del fallito e dei suoi creditori. Perché l’azione revocatoria vada a buon fine sono necessari due presupposti:

1.  l’atto impugnato deve essere stato posto in essere nel corso dell’ultimo anno (o sei mesi prima a seconda dei casi) prima della sentenza di fallimento (cosiddetto “periodo sospetto”);

2. il terzo beneficiario dell’atto soggetto a revocatoria non deve essere riuscito a provare che ignorava lo stato di insolvenza dell’imprenditore fallito;

  • i pagamenti di debiti liquidi ed esigibili, degli atti a titolo oneroso e di quello costitutivi di un diritto di prelazione per debiti, se compiuti entro sei mesi anteriori alla dichiarazione di fallimento. Per quanto concerne la revocabilità di questi atti, spetta al curatore fallimentare dimostrare che il terzo beneficiario conosceva lo stato di insolvenza dell’imprenditore poi fallito, quindi in queste ipotesi si presume la buona fede del terzo.

L’articolo 2901 c.c. infatti prosegue così:

“… quando concorrono le seguenti condizioni:

  • che il debitore conoscesse il pregiudizio che l’atto arrecava alle ragioni del creditore, o trattandosi di atto anteriore al sorgere del credito, l’atto fosse dolosamente preordinato al fine di giudicarne il soddisfacimento;
  • che, inoltre, trattandosi di atto a titolo oneroso, il terzo fosse consapevole del pregiudizio e, nel caso di atto anteriore al sorgere del credito, fosse partecipe della dolosa preordinazione.

Agli effetti della presente norma, le prestazioni di garanzia, anche per debiti altrui, sono considerate atti a titolo oneroso, quando sono contestuali al credito garantito.

Non è soggetto a revoca l’adempimento di un debito scaduto.

L’inefficacia dell’atto non pregiudica i diritti acquistati a titolo oneroso dai terzi di buona fede, salvi gli effetti della trascrizione della domanda di revocazione.”

Il curatore fallimentare assume la duplice veste di rappresentante della massa dei creditori e dell’imprenditore fallito.

Non tutti gli atti possono venire colpiti dalla revocatoria. La legge esclude per esempio: la vendita a giusto prezzo di immobili destinati ad abitazione principale dell’acquirente o di suoi stretti parenti o affini, i pagamenti effettuati nell’esercizio normale dell’impresa, i pagamenti per prestazioni di lavoro effettuate da dipendenti.

Leggi anche: Quando investigatore e avvocato si prendono per mano!

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Pubblicato il 31 ottobre 2013, in Di tutto un po' con tag , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , . Aggiungi il permalink ai segnalibri. 2 commenti.

  1. Volevo complimentarmi per la chiarezza dell’articolo che offre sicuramente degli spunti molto interessanti. Sempre sull’azione revocatoria consiglio la lettura di diversi articoli d’autore contenuti sul sito http://www.ilfallimentarista.it .

  2. Salve Angelo! Andrò sicuramente su ilfallimentarista.it!
    Ti ringrazio! Laura

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