Le foto di facebook le porto in giudizio

Sulla materia della riservatezza dei dati pubblicati sui social network si è pronunciato il Tribunale di Santa Maria Capua Vetere (decreto 13.06.2013).

Succede che, il 31.05.2011 due coniugi si separano consensualmente e rinunciano all’assegno di mantenimento. Successivamente, in data 05.07.2011, l’ex moglie viene licenziata ed essendo affetta da una grave patologia che non le consente di svolgere l’attività lavorativa, chiede all’ex marito un assegno per il mantenimento di € 700.

L’ex marito ha subito, negli anni successivi alla separazione, un peggioramento della sua situazione reddituale e ha scoperto che la moglie intrattiene una relazione con un medico ortopedico sin dall’anno 2010. La nuova relazione consente all’ex moglie un tenore di vita superiore a quello detenuto durante il matrimonio.

Per la revisione delle condizioni di separazione e/o divorzio è necessario dimostrare che siano sopravvenuti nuovi fatti che modificano la situazione in base alla quale era stata emessa la sentenza. Inoltre, in tema di assegno di mantenimento e divorzile, l’instaurazione di una relazione more uxorio stabile da parte del coniuge avente diritto all’assegno incide nel determinare una sospensione del diritto a percepire l’assegno di mantenimento.

L’ex marito, per dimostrare la relazione dell’ex moglie con il medico, ha pensato bene di usare facebook.

Nelle informazioni di base relative al profilo dell’ex moglie, sotto la voce “situazione sentimentale” viene indicato espressamente “impegnata con N.B.”. Inoltre, vi sono numerose foto che ritraggono la moglie con il medico, foto pubblicate in diversi periodi dell’anno ed in diverse località, anche turistiche.

Sebbene ogni profilo sia limitato dalle impostazioni della privacy scelte dal singolo utente, le informazioni e le fotografie che vengono pubblicate sul proprio profilo non sono assistite dalla segretezza che, al contratio, accompagna le informazioni scambiate nei messaggi di posta o chat. Quest’ultime possono essere assimilate a forme di corrispondenza privata.

Le informazioni pubblicate sul proprio profilo personale, in quanto già destinate ad essere conosciute da soggetti terzi, non possono ritenersi segrete.

In conclusione, nel momento in cui si pubblicano foto ed informazioni sul proprio profilo personale, si accetta il rischio che le stesse possano essere portate a conoscenza anche di terze persone che non rientrano nell’ambito delle “amicizie” accettate dall’utente, il che le rende conoscibili da terzi ed utilizzabili anche in sede giudiziaria.

Dunque, attenzione a cosa pubblichiamo nei nostri profili!

Testo integrale del decreto: qui!

Leggi anche: Social network e Privacy: amici o nemici?

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Pubblicato il 2 settembre 2013, in Sentenze con tag , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , . Aggiungi il permalink ai segnalibri. 1 Commento.

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