Codice di Dentologia

Gli investigatori sono una delle categorie professionali per le quali è stato emanato un codice di deontologia e di buona condotta nel trattamento dei dati personali, promosso dall’Autorità Garante per la Privacy.

Il codice pubblicato sulla G.U. del 24 novembre 2008 si applica a decorrere dal 1 gennaio 2009.

Il codice fissa le tutele per il trattamento dei dati personali dei clienti da parte di avvocati e investigatori privati, dalla fase propedeutica all’instaurazione di un giudizio fino a quella successiva alla sua definizione.

Il rispetto del codice costituisce la condizione fondamentale per la liceità e la correttezza del trattamento dei dati personali.

Avvocati e investigatori privati potranno informare la clientela, anche oralmente in modo semplice e colloquiale, sull’uso che sarà fatto dei loro dati personali. L’informativa scritta può anche essere affissa nello studio o pubblicata sul sito web.

Il codice specifica che avvocati e investigatori privati debbono adottare adeguate misure di sicurezza dei sistemi informatici, per evitare accessi abusivi o furti di dati, e custodire con cura fascicoli e documentazione, in modo da evitare che personale non autorizzato o estraneo possano prenderne visione.

In particolare, gli avvocati debbono fornire concrete istruzioni al personale di studio, affinché si pongano speciali cautele in caso di utilizzo di registrazioni audio/video, di tabulati telefonici, di perizie ecc… e vigilare affinché si eviti l’uso ingiustificato di informazioni che potrebbero comportare gravi rischi per il cliente.

Una volta estinto il procedimento o il mandato, atti e documenti possono essere conservati (in originale o in copia) solo se necessari per altre esigenze difensive della parte assistita o dell’avvocato.

Gli investigatori privati, da parte loro, non possono intraprendere di propria iniziativa investigazioni, ricerche o altre forme di raccolta dei dati: le investigazioni sono lecite solo se l’incarico è conferito per iscritto da un difensore o da un altro soggetto.

L’incarico ricevuto va eseguito personalmente. Ci si può avvalere di altri investigatori privati solo se nominati all’atto del conferimento o successivamente purché tale possibilità sia prevista.

Conclusa l’attività investigativa e comunicati i risultati al difensore o a chi ha conferito l’incarico, i dati raccolti devono essere cancellati. L’archivio deve essere periodicamente controllato e contenere unicamente informazioni pertinenti e indispensabili.

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Pubblicato il 11 ottobre 2012, in Storia e informazioni base con tag , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , . Aggiungi il permalink ai segnalibri. Lascia un commento.

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