Assenteismo?

Uso eccessivo di permessi retribuiti? Ricorso sistematico a permessi per malattia?
Ricorso a periodi di aspettativa per motivi personali? Assenze ingiustificate o coperte da altri colleghi?
Mancanza continua di rispetto dell’orario di lavoro? Ebbene si, tutto questo viene considerato assenteismo.

L’assenteismo è un fenomeno collegato direttamente al comportamento sia dei singoli dipendenti che delle aziende e condizioni di lavoro. Secondo alcuni studi, condizioni e ambienti di lavoro soddisfacenti e motivanti sono fattori positivi nel ridurre l’assenteismo, mentre condizioni opposte, favoriscono l’aumento dell’assenteismo.
Inoltre, dove l’impresa cura la formazione del dipendente o favorisce il cambio di mansioni, l’assenteismo tende a diminuire.

Gli aspetti formativi infatti, favorendo la crescita personale, creano un fattore di stimolo.

In condizioni di crisi o difficoltà economiche, soprattutto se il posto di lavoro appare a rischio, l’assenteismo tende a diminuire, mentre tende ad aumentare quando il lavoratore si trova in una situazione percepita come ampiamente sottopagata.

Non esiste un metro per misurare l’assenteismo o per la valutazione esatta del suo impatto. In linea di massima, l’assenteismo viene stimato calcolando il rapporto tra il numero di ore di lavoro potenziali su un determinato periodo di riferimento, tenendo distinte le assenze di tipo giustificato (ferie, trasferte, malattie), dalle altre assenze non giustificabili o non retribuite. La stima dell’assenteismo costituisce un dato essenziale per le imprese, sia per la valutazione del danno economico conseguente sia per la determinazione degli investimenti e delle azioni adatte a contrastare il fenomeno.

Per le aziende competitive i dipendenti sono un fattore molto importante. Per quest’ultime un tasso elevato d’assenteismo può avere effetti notevoli. Infatti, tra i costi di improduttività aziendale, una voce ricorrente è quella relativa all’assenteismo dei dipendenti.

L’assenteismo è un fenomeno molto diffuso in Italia. La legge autorizza le investigazioni private nei confronti del dipendente che si assenta senza un motivo giustificato o che, durante il suo stato di malattia svolga un’altra attività, il cosiddetto doppio lavoro.

Dalle statistiche emerge che i dipendenti pubblici, forse sicuri del loro posto di lavoro, sono i più assenteisti, specie in Italia. Molti sono i casi nei quali i dipendenti pubblici durante l’orario lavorativo si assentano ingiustificatamente per svolgere faccende personali.
In questi casi il controllo delle assunzioni e dell’assenteismo dei dipendenti è una tutela vitale e primaria che le aziende devono utilizzare per salvaguardare i propri interessi.
Le aziende possono richiedere servizi di pedinamento ad un’agenzia investigativa al fine di accertare la situazione lavorativa del dipendente. Le investigazioni sui casi di assenteismo producono prove documentali che concorrono alla vittoria della causa per licenziamento.

Cari lavoratori se andate al bar durante l’orario di lavoro: occhio al capo!

Un caffè potrebbe valere il vostro posto di lavoro.

Leggi anche: Il datore di lavoro può leggere le e-mail dei dipendenti?

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Pubblicato il 25 settembre 2012, in Di tutto un po' con tag , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , . Aggiungi il permalink ai segnalibri. 5 commenti.

  1. Vedi la cronaca di questi giorni sull’assenteismo… dipendenti pubblici che vanno a fare colazione e poi shopping…. !!!

  2. Significa che mi tengo aggiornata 🙂 Bacio cara!

  3. Super duper LIKE! 😉

  4. Grazie Federica! Un abbraccio!

  1. Pingback: Il datore di lavoro può leggere le e-mail dei dipendenti? « Investigazioni24

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