Le investigazioni difensive e il diritto di difesa

Per comprendere la investigazioni difensive è opportuno considerare il valore che assume il diritto di difesa nel sistema processuale vigente.

Il diritto di difesa rappresenta in primis un diritto individuale, in quanto risponde ai criteri della moderna concezione penalistica che un soggetto accusato abbia il diritto di difendersi.

Il nostro sistema processuale mira all’accertamento circa la sussistenza di fatti che giustifichino l’applicazione di una pena. Di conseguenza, chi tale pena dovrebbe subire (imputato, indagato) dovrebbe avere un ruolo a pari livello a chi ha interesse alla punizione (accusa).

Inoltre ha una funzione di garanzia del corretto accertamento giudiziale. Ricordiamoci che il processo non è un mezzo di ricerca della verità perchè:

  • è un fatto umano e dunque imperfetto
  • la metodologia propria di ogni accertamento processuale è un’indagine ex post, quindi idoneo a fornire conoscenza assolute ed incontestuabili.

E’ stato affermato che la decisione giudiziale non si fonda sui fatti ma sull’asserzione su fatti. Il giudice, dunque, forma il proprio convincimento su affermazioni probatorie. Tali fatti saranno processualmente veri nella misura in cui risulteranno dimostrati.

Si può affermare che la prova non dà certezza in ordine all’esistenza di un fatto ma fornisce al giudice il motivo per considerare credibile l’affermazione di una parte in ordine alla sua esistenza o inesistenza.

Quindi, in un sistema non idoneo a provare la verità, il principio del contraddittorio assume massima importanza quale metodo di conoscenza ritenuto dal legislatore come il più idoneo ad assicurare l’accertamento dei fatti nel modo più concreto possibile.

E GLI INVESTIGATORI CHE RUOLO GIOCANO IN TUTTO QUESTO?

L’investigatore privato, autorizzato da specifica licenza prefettizia, svolge indagini su incarico di privati, aziende, enti pubblici, nonché degli avvocati al fine della ricerca di elementi di prova da utilizzare nel contesto del processo penale (art. 327 bis c.p.p.).

327-bis. Attività investigativa del difensore.

1. Fin dal momento dell’incarico professionale, risultante da atto scritto, il difensore ha facoltà di svolgere investigazioni per ricercare ed individuare elementi di prova a favore del proprio assistito, nelle forme e per le finalità stabilite nel titolo VI-bis del presente libro.

2. La facoltà indicata al comma 1 può essere attribuita per l’esercizio del diritto di difesa, in ogni stato e grado del procedimento, nell’esecuzione penale e per promuovere il giudizio di revisione.

3. Le attività previste dal comma 1 possono essere svolte, su incarico del difensore, dal sostituto, da investigatori privati autorizzati e, quando sono necessarie specifiche competenze, da consulenti tecnici.

 

Leggi anche:  La disciplina della prova!

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Pubblicato il 29 maggio 2012, in Di tutto un po' con tag , , , , , , , , , , , , , , , , , , , . Aggiungi il permalink ai segnalibri. 2 commenti.

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